Ampia villa con splendida vista lago.

Meina

  • Case e Ville
  • 510 mq
  • 5
  • 4
ID: #V000481
Vendita € 720000

Villa in posizione sopraelevata e riservata con splendida vista lago e giardino di circa 1700 mq. La Villa dominante nel lotto di proprietà è composta da due livelli abitativi oltre mansarda. Il piano padronale affacciato su un grande terrazzo coperto con vista lago a 180 gradi si compone di un ingresso , un grande salone, una cucina abitabile, due ampie camere, doppi servizi ed una grande mansarda composta da un locale open space ed un bagno. ; Al piano inferiore trovasi ulteriore unità abitativa affacciata sul giardino e composta da sala con camino, cucina abitabile, una camera matrimoniale e un bagno ; questa unità abitativa pur essendo perfettamente disimpegnata ed accessibile da ingresso autonomo, è collegata internamente al piano padronale attraverso una scala interna; al medesimo piano trovasi ulteriori locali uso taverna , lavanderia, locali tecnici e ripostigli. Doppio Box a livello ingresso carraio.

Spese condominiali annuali: 0 €

 

Certificazione energetica

  • classe energetica D

Caratteristiche

  • 2
  • superficie interna 510 mq
  • Giardino privato Sup. 1770 mq
  • 8 locali
  • 4 bagni
  • 5 camere

Altre caratteristiche

  • Posti auto: 4
  • Allestimento: Possibilità
  • Riscaldamento Autonomo
  • Tipologia riscaldamento Radiatori

Meina

Meina (Mèina in piemontese e in lombardo) è un comune italiano di 2.584 abitanti della provincia di Novara in Piemonte. Situato sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, ha seguito con i suoi abitanti le vicende dapprima del Ducato di Milano e dei Borromeo, conti d'Arona, in seguito del Regno di Sardegna, poi di quello d'Italia. Tra il 15 e il 23 settembre 1943, il paese di Meina fu teatro della strage di 16 ebrei italiani provenienti dalla Grecia, compiuta dalle SS naziste nell'Hotel Meina di proprietà di Alberto Behar, cittadino turco di origine ebraica.[3] Sulla vicenda è stato girato nel 2007 il film Hotel Meina diretto da Carlo Lizzani, prendendo spunto dal reportage giornalistico omonimo di Marco Nozza.